Passaggio generazionale, gestione del patrimonio familiare, pianificazione successoria e destinazione di determinati beni a specifici beneficiari sono alcune delle situazioni in cui può emergere l’esigenza di valutare un trust.
Lo Studio Chiarelli Druda Lombardi & Associati di Padova offre consulenza legale e fiscale in materia di trust, intestazioni fiduciarie e gestione patrimoniale, analizzando ogni soluzione in relazione agli obiettivi e alle caratteristiche del patrimonio.
Cos’è un trust?
Il trust è un rapporto giuridico nel quale determinati beni vengono posti sotto il controllo di un trustee, affinché siano amministrati secondo un programma definito nell’atto istitutivo nell’interesse di uno o più beneficiari oppure per uno scopo determinato.
Chi sono i soggetti di un trust?
Per capire come funziona un trust è utile distinguere alcune figure fondamentali.
Il disponente è il soggetto che istituisce il trust e individua i beni, gli obiettivi e le regole della struttura.
Il trustee assume il controllo e l’amministrazione dei beni, con l’obbligo di rispettare quanto previsto dall’atto istitutivo e dalla legge regolatrice del trust.
I beneficiari, quando previsti, sono i soggetti nel cui interesse il trust viene gestito o ai quali potranno essere attribuiti redditi o beni secondo le condizioni stabilite.
In alcune strutture può inoltre essere prevista la figura del guardiano o protector, con funzioni di controllo definite dall’atto istitutivo.
Quali beni possono essere inseriti in un trust?
La struttura può interessare patrimoni molto differenti.
A seconda delle finalità possono essere valutati, tra gli altri:
- immobili;
- partecipazioni societarie;
- attività finanziarie;
- liquidità;
- aziende o altri beni patrimoniali.
Non è tuttavia la tipologia del bene, da sola, a determinare l’opportunità di ricorrere al trust. È necessario partire dalla finalità concreta perseguita e costruire attorno a essa una struttura coerente.
Quando può essere utile un trust?
Uno degli ambiti più rilevanti è il passaggio generazionale. In presenza di patrimoni articolati o partecipazioni societarie, il trust può consentire di definire in anticipo criteri di amministrazione, tempi e modalità di destinazione dei beni.
Può inoltre essere preso in considerazione per organizzare la gestione di un patrimonio nell’interesse di determinati componenti della famiglia, anche quando occorre garantire continuità e regole di amministrazione nel medio e lungo periodo.
Un ulteriore ambito riguarda la gestione delle partecipazioni societarie, quando l’obiettivo è assicurare una governance coerente e prevenire una frammentazione non desiderata degli asset.
Trust significa automaticamente proteggere i beni dai creditori?
No. È un aspetto importante da chiarire.
Il trust non deve essere considerato uno strumento attraverso cui rendere indisponibile un patrimonio dopo che sono già sorte situazioni debitorie o pretese di creditori.
La segregazione patrimoniale è una caratteristica rilevante del trust, ma la validità e l’efficacia dell’operazione devono essere valutate alla luce delle finalità perseguite, della situazione esistente al momento della costituzione e delle norme imperative applicabili.
Un trust strutturato senza un obiettivo reale o utilizzato per pregiudicare i diritti dei creditori può essere oggetto di contestazione.
Per questo la tutela del patrimonio deve essere pianificata, non improvvisata quando il problema è già sorto.
Trust e passaggio generazionale
La successione di un patrimonio familiare o aziendale non riguarda esclusivamente il trasferimento dei beni.
Occorre spesso considerare chi dovrà amministrarli, quali beneficiari tutelare, come mantenere un equilibrio tra gli interessati e come garantire continuità a eventuali partecipazioni societarie.
Un trust può consentire di definire preventivamente queste regole attraverso un programma di lungo periodo.
Non è però l’unico strumento disponibile. A seconda della situazione possono essere valutate anche soluzioni differenti, come patti di famiglia, strumenti societari, disposizioni testamentarie o altre forme di pianificazione patrimoniale.
Quali aspetti fiscali devono essere valutati?
Anche il profilo tributario assume un ruolo centrale.
La disciplina fiscale italiana dei trust è stata oggetto di interventi normativi negli ultimi anni e distingue diversi aspetti relativi alla tassazione dei redditi e ai trasferimenti patrimoniali. Il trattamento concreto dipende, tra l’altro, dalla struttura del trust, dai soggetti coinvolti, dalla loro residenza e dalla natura dei beni.
La normativa sull’imposta sulle successioni e donazioni considera espressamente anche i trasferimenti derivanti da trust e altri vincoli di destinazione.
È quindi opportuno svolgere una valutazione legale e fiscale coordinata prima della costituzione, evitando di considerare il trust esclusivamente sotto il profilo civilistico.
Lo Studio Chiarelli Druda Lombardi & Associati, con sede a Padova, affianca famiglie, imprenditori e imprese nella valutazione e costituzione di trust e nella pianificazione legale e fiscale del patrimonio.
Contattaci per capire quale soluzione sia più coerente con le tue esigenze.
